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Uno spazio partecipato per l'Agenda Digitale

1. Internet come diritto

 “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale“.

Abbiamo scelto questa affermazione e proposta di riforma costituzionale (art.21bis) del professor Stefano Rodotà per posare le fondamenta dell’Agenda Dgitale della sua strategia.

Per dare concreta attuazione al diritto alla rete sono tre gli elementi principali emersi dal percorso di partecipazione:

1) La dotazione e la distribuzione di infrastrutture nel territorio (capoluogo e area metropolitana);

2) L’introduzione di un’identità civica digitale ovvero un sistema di riconoscimento e accesso ai servizi integrati delle pubbliche amministrazioni, locali e nazionali;

3) Un programma di azioni dedicate all’inclusione digitale della popolazione.

Azioni previste

a) Identità digitale

Il Comune di Bologna rilascia da tempo ai propri cittadini la carta d’identità elettronica (CIE), uno strumento che integra le tecnologie del microchip e della banda ottica. A livello nazionale tale strumento avrebbe dovuto consentire, oltre all’identificazione a vista del titolare, anche l’erogazione di una serie di servizi telematici, sia di livello nazionale (individuati dallo Stato), che di livello locale. Il recente Decreto dedicato all’Agenda Digitale approvato dal governo prevede l’introduzione del Documento digitale unificato. Al posto della carta di identità e tessera sanitaria, i cittadini potranno dotarsi gratuitamente di un unico documento elettronico, che consentirà di accedere più facilmente a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione. Il documento, che sostituirà progressivamente quelli attualmente circolanti, costituirà il punto di riferimento unitario attraverso cui il cittadino viene registrato e riconosciuto dalle amministrazioni dello Stato. Inoltre, dal 1 gennaio 2013, ogni cittadino potrà scegliere di comunicare con la pubblica amministrazione esclusivamente tramite un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Tale indirizzo costituirà il domicilio digitale del cittadino e sarà in seguito inserito nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, in modo che possa essere utilizzabile da tutte le amministrazioni pubbliche.

L’Amministrazione Comunale intende costituire un gruppo di lavoro tecnico a livello locale e metropolitano, anche in sinergia con ANCI nazionale, per gestire l’introduzione e valutare gli impatti delle nuove misure approvate dal Governo, anche alla luce delle sperimentazioni e dei progetti già intrapresi. In particolare, si rileva che il rilascio della PEC ai singoli cittadini esiste da tempo. Effettuare la richiesta è semplice, ma i cittadini ancora non hanno apprezzato l’utilità di tale mezzo. Per imprese e professionisti la situazione è migliore. Per questo segmento occorre predisporre un aggiornamento generale degli uffici comunali, con particolare attenzione per lo Sportello imprese e sportello edilizia. L’utilizzo della Pec sempilificherà e ridurrà i costi delle notifiche. Infine, entro il 2013 si prevede l’apertura del Fascicolo del Cittadino accessibile con un’identità digitale e dedicato a raccogliere tutti i servizi e le relazioni digitali tra la PA e i cittadini.

b) Infrastrutture e connettività

L’obiettivo è la pianificazione e l’apertura di una nuova fase di espansione infrastrutturale destinata a ridurre il digital divide e ad innalzare la connettività complessiva del sistema urbano bolognese in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea (entro il 2020, tutti gli europei dovranno avere accesso ad Internet a velocità maggiori di 30 Mbps, e non meno del 50% delle famiglie europee dovranno sottoscrivere contratti a velocità maggiori di 100 Mbps). Gli strumenti digitali porteranno enormi benefici: per la nostra economia, per la nostra società, per la nostra democrazia, ma questa trasformazione non avverrà da sola. Solo una veloce banda larga per tutti potrà sbloccare queste opportunità.

>> Iperbole Wireless

ll progetto Iperbole Wirless del Comune di Bologna nasce il 3 Giugno 2008 e consiste nella realizzazione di una infrastruttura di rete wireless in grado di offrire una copertura in luoghi pubblici outdoor e indoor. Il servizio è fino ad ora stato dedicato a fornire connettività Internet gratuita agli iscritti della Rete Civica Iperbole e agli studenti universitari. Il sistema è stato incrementato tramite installazioni realizzte in collaborazione con società private convenzionate.

Attualmente esistono 56 aree Iperbole Wireless divise fra aree pubbliche e aree sponsorizzate da attività commerciali. Da Novembre 2011 a Ottobre 2012 sono stati installati una dozzina di nuovi hotspot e distribuiti nuovi kit WiFi forniti a privati (alberghi, negozi, istituzioni); è stato potenziato il servizio in Sala Borsa, luogo prediletto per eventi con grande afflusso di cittadini connessi.

A Marzo 2012, il servizio Iperbole Wirless è passato da 3 a 24 ore in seguito dell’approvazione di un O.d.G. da parte del Consiglio Comunale. A Maggio 2012, in occasione dell’emergenza terremoto in Emilia, si è provveduto a disabilitare le password di accesso Iperbole Wirless per facilitare le comunicazioni. Da allora, la navigazione dei cittadini è avvenuta senza autenticazione fino al mese di Ottobre 2012, quando sarà attivata una nuova piattaforma che permetterà a tutti i possessorei di telefono cellulare (anche cittadini stranieri) di avere un accesso immediato e semplificato senza doversi recare presso gli sportelli Iperbole per l’autenticazione. A questo proposito, l’Amministrazione si pone comunque l’obiettivo di rendere completamente libero l’accesso a Iperbole Wirless e a questo fine si propone di svolgere i necessari approfondimenti legali e normativi, seguendo l’esempio di altre PA (es. Regione Piemonte).

Il progetto è in continua evoluzione e i prossimi passi consisteranno nel definire nuove aree di copertura. Questa la mappa aggiornata degli hotspot:http://www.comune.bologna.it/wireless.

La Giunta Comunale ha approvato nel mese di Settembre 2012 un nuovo Regolamento Dehor che per la prima volta in Italia ha introdotto l’obbligo di dotazione di un servizio WiFi gratuito presso un Dehor. Con questo provvedimento, ora in via di approvazione da parte del Consiglio Comunale, si prevede un massiccio aumento degli Hotspot WiFi aperti in tutte le zone della città (attualmente i Dehor a Bologna sono circa 600).

>> Diffusione banda larga: MAN, NGN

La MAN di Bologna è la rete in fibra ottica a 1Gbs realizzata da Lepida S.p.A nell’ambito del progetto “Rete Privata delle Pubbliche Amministrazioni della Regione Emilia-Romagna” che collega tutte le sedi degli enti pubblici che hanno partecipato al progetto. Gli enti che hanno partecipato al progetto “MAN di Bologna” sono:

- Comune di Bologna

- Provincia di Bologna

- Regione Emilia-Romagna

- Azienda USL di Bologna

- Istituto Ortopedico Rizzoli

- Azienda Ospedaliera Sant’Orsola

- Università di Bologna

- Enti di Ricerca

- Strutture dello Stato

Alla MAN di Bologna sono state collegate 343 sedi suddivise fra i diversi enti. Il Comune di Bologna ha collegato 144 sedi ed è diventato “proprietario” di 94 fibre. L’investimento per la realizzazione di tutta l’infrastruttura è stato fatto da ogni ente in proporzione alla porzione di rete necessaria alle esigenze dell’ente stesso. La prima parte del progetto (posa di tutte le fibre e relativi collaudi) è terminata nel Giugno 2012 con la consegna ufficiale, da parte di Lepida S.p.A, delle fibre e di tutta la documentazione di corredo. La seconda parte del progetto è consistita nell’ “accendere” le fibre ottiche, cioè nell’attivare i collegamenti installando e configurando gli apparati di rete nelle diverse sedi del Comune.

Per quanto riguarda l’Amministrazione comunale sono state attivate 6 diverse reti:

- Rete delle sedi comunali

- Rete delle Biblioteche

- Rete dei varchi Sirio-Rita

- Rete di Videosorveglianza

- Rete delle Scuole pubbliche

- Rete dei Teatri (Arena del Sole, Testoni, Teatro Comunale, Teatro San Leonardo)

La Rete delle Scuole Pubbliche collega 24 sedi scolastiche dove sono presenti le segreterie amministrative (Istituti Comprensivi e Direzioni Didattiche).

Il progetto NGN (Next Generation Network, rete di nuova generazione) del Comune di Bologna prevede la valutazione e la predisposizione di un piano per la posa di una rete a Banda Ultra Larga 100Mbs. A livello nazionale, nel 2015 ci si aspetta che il traffico dati sarà 6 volte superiore a quello sviluppato oggi, prevalentemente come risultato del continuo progredire di applicativi “internet video”, sia in termini di diffusione che in termini di definizione di immagine. La logica conseguenza di questi dati è la seguente: i fattori che nei prossimi anni renderanno indispensabile un adeguato sviluppo delle reti di nuova generazione non sono da ricondurre al mondo business, ma agli applicativi per utenti consumer. Per allineare il Paese alle best practice internazionali, sarà necessario portare la fibra ottica non soltanto nei distretti industriali, ma anche in maniera capillare su tutto il territorio.

Nel 2012, l’Amministrazione Comunale ha incontrato vari operatori di telecomunicazioni al fine di valutare i piani di sviluppo esistenti per una rete NGN a Bologna. Attualmente esistono piani nazionali proposti da operatori privati, differenti per entità degli investimenti, per modelli di business e tecnologie scelte. Entro i primi mesi del 2013, l’Amministrazione Comunale ha l’obiettivo di individuare uno o più partner strategici per avviare il proprio piano NGN.

A questo proposito è stata avviata una attività di ricognizione per arrivare ad una conoscenza dettagliata e precisa di tutte le infrastrutture tecnologiche esistenti nel sottosuolo del territorio comunale, costituendo un catasto del sottosuolo. La conoscenza di tali informazioni “catastali” è fondamentale e strategica per dare corso a lavori di integrazione e potenziamento della rete NGN. Per agevolare al massimo le operazioni di cantierizzazione durante la posa della nuova rete il Comune si propone di costituire un ufficio unico per la Banda larga.

c) Inclusione digitale

Il Comune di Bologna intende promuovere e sostenere progetti e iniziative dedicate a favorire l’inclusione digitale della cittadinanza. Una particolare attenzione sarà dedicata alle fasce sociali sensibili. A questo scopo saranno selezionate proposte provenienti da imprese, associazioni e soggetti del terzo settore.

>> Una Scuola di seconda generazione

Una nuova generazione di bambini e bambine ci sfida a riflettere su alcuni dei principali fenomeni dei nostri tempi come ad esempio la trasformazione delle strutture cognitive e l’avvento del digitale o l’affermarsi di società molteplice e sempre più spesso conflittuale. Nella scuola che vogliamo deve trovare spazio e risorse l’innovazione, per arrivare prima del futuro. A questo scopo, in sede di Piano Strategico Metropolitano il Comune di Bologna ha proposto la creazione di uno strumento associativo dedicato alla sperimentazione di nuovi progetti in campo educativo – interlocutore qualificato per lo sviluppo e il sostegno alla rete dei servizi educativi e formativi, con capacità di aggregare risorse aggiuntive a quelle pubbliche per realizzare un sistema integrato pubblico per i nidi e le scuole dell’infanzia.

In questo ambito, particolare rilevanza assume l’obiettivo “Scuola Digitale”. Il patrimonio scolastico bolognese è già stato oggetto di un piano di infrastrutturazione digitale a banda larga unico in Italia. La Regione Emilia-Romagna ha siglato di recente un accordo con il Ministero dell’Istruzione per la Scuola Digitale, comprendendo come linee di intervento l’introduzione nelle classi delle lavagne digitali, di portatili e tablet, ma anche libri e contenuti digitali. Bologna si candida a costituire un polo d’eccellenza nazionale in questo campo, anche coinvolgendo imprese smart interessate ad investire nel settore.

>> Nativi Digitali

Il tema è stato presentato nel corso del percorso partecipato dell’Agenda Digitale. Al centro della riflessione la possibilità di caratterizzare Bologna quale punto di riferimento e connessione tra le esperienze e le competenze di chi si occupa o lavora con bambini e adolescenti, confrontandosi quotidianamente con la loro “dimensione digitale”. Si è riscontrata la necessità di promuovere momenti di incontro aperti a genitori, insegnanti, educatori, dirigenti scolastici, pedagogisti, psicologi, architetti, professionisti dei media digitali e dell’editoria scolastica, rappresentanti della pubblica amministrazione e delle istituzioni, per capire quali strumenti formativi possano essere dedicati ai Nativi Digitali per favorire percorsi di cittadinanza consapevole e un uso corretto delle tecnologie.

>> L’Agenda Digitale e il Terzo Settore

Il percorso di confronto dell’Agenda Digitale ha prodotto un coinvolgimento del Forum del Terzo settore di Bologna e la realizzazione di una ricerca dedicata al ruolo del digitale per questo particolare settore dell’economia. L’Agenda Digitale si propone di proseguire in questa direzione, aprendo un cantiere di iniziative e progettualità specificamente dedicate.

Che tipo di contributo può dare il Terzo Settore bolognese all’agenda digitale del territorio? da questa domanda si è partiti per capire in che modo associazioni, cooperative e gruppi di volontariato usano la rete per i loro scopi. La ricerca realizzata da BandieraGialla ha raccolto una serie d’interviste a rappresentanti delle istituzioni, di gruppi del Terzo settore, specialisti di comunicazione digitale. Ne emerso un quadro e un punto di vista inedito:

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  • Il Terzo settore è deficitario in termini di competenze e formazione adeguate alle nuove tecnologie.

  • Sono attivi diversi gruppi che propongono spontaneamente iniziative di formazione e sensibilizzazione: Girl Geek Dinners, Sociallab, Webforall, gruppi composti da gente piuttosto giovane, che ha come mission quella di formare i cittadini (anziani, donne, volontari…) all’uso del web.

  • La rete risulta non sempre accessibile alle persone con diverse abilità, una fetta consistente di cittadini rimangono esclusi dalla conversazione con le istituzioni e la Rete Civica.

  • Esiste un problema di equilibrio tra la partecipazione digitale e quella reale, l’arena digitale non rappresenta un’alternativa ai luoghi di partecipazione tradizionale ma può facilitare le forme di autorganizzazione, la diffusione di idee, iniziative e proposte.

  • ll web accelera i processi di conoscenza e connessione altrimenti lunghi o impossibili da attivare nella sola dimensione fisica.

>> Smart Library e utenti

Sempre più spesso si parla di città intelligente ma si dimentica il ruolo degli utenti ovvero i cittadini. Le biblioteche rappresentano un elemento fondamentale per l’innovazione della cultura di una comunità, dunque le biblioteche risultano essere una risorsa fondamentale per l’inculsione digitale ma non solo quella. I dati di fruizione in nostro possesso confermano le biblioteche come uno dei primi “front office” del comune (secondi solo alle istituzioni educative): sono circa 1,5 milioni i visitatori complessivi presso le biblioteche nel 2011; circa 1 milione il bacino potenziale per i servizi innovativi, come dimostrano gli iscritti alla Media Library On Line (MLOL) avviata nel gennaio 2012 e cresciuti al ritmo di mille unità in media ogni mese. Il core della biblioteca del futuro è l’offerta di strumenti e condizioni per informazione, documentazione, formazione, aggiornamento, tempo libero. Le biblioteche mettono al centro conoscenza e inclusione e su questo l’Istituzione Bilbioteche di Bologna ha proposto di aprire una linea progettuale all’interno dell’Agenda Digitale.

Road Map – Asse 1

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  • Internet come diritto da inserire nello Statuto Comunale
  • Costituzione gruppo di lavoro tencio identità digitale unica
  • Piano di sviluppo reti WiFi
  • Piano di sviluppo NGN
  • Bando Agenda Digitale dedicato a sostegno progetti e iniziative inclusione digitale
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