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Uno spazio partecipato per l'Agenda Digitale

2. Iperbole 2020… WeGov!

Al termine e-gov noi preferiamo l’espressione we-gov! per indicare nuove forme di collaborazione tra PA e cittadini, per condividere conoscenze e saperi. Seguendo questo principio, L’Agenda Digitale si pone l’obiettivo di andare oltre il modello originario della Rete Civica Iperbole, per offrire un nuovo ambiente dedicato al dialogo in rete, la collaborazione, l’accessibilità ai servizi della PA e lo sviluppo di nuove frontiere nel campo della comunicazione pubblica.

Il percorso dell’Agenda Digitale ha intercettato persone e specifiche comunità di portatori di interessi. Il dialogo instaurato con loro ha mostrato le grandi potenzialità della Rete Civica bolognese, riflettendo le nuove dinamiche di interazione tipiche della rete sociale. “Ex pluribus unum” è un motto poco originale ma centrato nel fotografare la forza che può scaturire dalla messa in rete delle reti (tecnologiche e sociali) e dalla mobilitazione sui contenuti e sui valori sentiti dalle comunità online. Come internet è una rete di reti, anche la nuova Rete Civica Iperbole può diventare una piattaforma che aggrega e intercetta i bisogni di molteplici comunità di interessi, armonizzando e rappresentando il dialogo di una città. La Rete Civica Iperbole che ci immaginiamo è uno strumento aperto di comunicazione e informazione, uno spazio votato alla fornitura di servizi digitali, un racconto continuo sulla società.

Alcuni numeri del 2012:

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  • Terremoto in Emilia: il tweet di Ieprbole che invitava i cittadini a non usare le linee telefoniche ha avuto più di 1700 retweet.
  • Emergenza neve: i cittadini hanno utilizzato 3000 volte la tag #boneve; 50 mila le visite in un giorno verso la pagina dell’ordinanza del Sindaco dedicata alla chiusura delle scuole.
  • Evento Radiohead: il contest BolognaMipiace ha messo a disposizione oltre 450 foto sul social network Flickr con licenza aperta realizzate da cittadini.
  • WikilovesBologna: sono oltre 1000 le foto di Bologna generate dai partecipanti sul social network Instragram.
  • Di Nuovo in centro: sono 1200 i questionari on line compilati.
  • Smart City Exhibition: sono 52 le proposte progettuali presentate alla call promossa in occasione della Fiera.

Azioni previste

a) Iperbole 2020: la nuova Rete Civica distribuita e partecipata (cloud and crowd)

L’Agenda Digitale ha avviato il cantiere della nuova Rete Civica Iperbole con l’intento di offrire un nuovo ambiente dedicato al dialogo in rete, la collaborazione, l’accessibilità ai servizi della PA e lo sviluppo di nuove frontiere nel campo della comunicazione pubblica. Nel periodo 2011-2012, l’Amministrazione Comunale ha avviato un percorso di riconfigurazione della propria presenza online. Si è deciso di mantere attivo il portale www.comune.bologna.it e di aprire nuovi canali di comunicazione, appositamente dedicati a progetti ed eventi (Bologna Estate, Di Nuovo in Centro, Agenda Digitale Iperbole 2020). Contestualmente si è deciso di dare vita ad una Redazione unica trasversale ai dipartimenti dell’amministrazione, coadiuvata da un Social media team appositamente creato. Il Settore Tecnologie Informatiche ha inoltre coordinato lo sviluppo del progetto Elisa, realizzato in collaborazione con i Comuni di Firenze e Cesena, dedicato alla realizzazione del Fascicolo del Cittadino (rilascio definitivo previsto nel 2013). Tali azioni sono risultate propedeutiche alla sperimentazione di nuove soluzioni in vista di una più complessiva riprogettazione della Rete Civica.

La Rete Civica Iperbole 2020 sarà un’unica piattaforma online riconducibile al dominio principale del Comune di Bologna, almeno fino a che non matureranno i tempi per lo sviluppo di una Rete Civica Metropolitana. L’infrastruttura sarà Cloud mentre l’architettura e il design della nuova Iperbole saranno oggetto di sviluppi creativi e ingegneristici ad hoc, con l’obiettivo di raggiungere la massima usabilità, una narrazione efficace e modalità di interazione/collaborazione aperte.

Iperbole 2020 sarà comprensiva di tre ambienti principali:

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  2. l’area servizi digitali al cittadino;
  3. l’area dedicata alla comunicazione istituzionale;
  4. l’area dedicata ai contenuti generati dagli utenti.

>> Servizi digitali

L’accesso ai servizi online sarà garantito attraverso un’indentità digitale unica, chiave di accesso verso un’area progettata per offrire la massima apertura e interoperabilità con altri enti e aziende. In particolare, il Fascicolo del cittadino verrà utilizzato come “portafoglio” globale per gestire il massimo ventaglio possibile di servizi, App e strumenti: pagamenti, iscrizioni, rilascio documenti, pratiche anagrafiche, prenotazioni, ricerche ecc.; si ipotizza la messa in rete di soggetti quali: Comuni, Universtà, Hera, Tper, Cup200, ASL e altri enti convenzionati. Questa prospettiva renderà la nuova Rete Civica “partecipata e distribuita” (cloud and crowd) una delle infrastrutture fondamentali dentro lo sviluppo di Bologna quale Smart City.

>> Comunicazione Istituzionale

Al’interno del Piano Generale di Sviluppo 2011 – 2013, la Giunta ha stabilito la predisposizione di un “Piano di Comunicazione del Comune di Bologna” dedicato a definire la strategia  di comunicazione dell’ente, ottimizzando risorse professionali ed economiche presenti nell’Amministrazione. Nel periodo 2011 – 2012 si è proceduto alla mappature delle competenze e delle risorse interne, si sono analizzati i punti di forza e di debolezza della comunicazione istituzionale. Avviata in una prima fase la sperimentazione di una Redazione unica trasversale ai dipartimenti, si decide ora di passare alla costituzione di una Redazione centrale multicanale con il compito di implementare il “Piano di comunicazione del Comune di Bologna”. Tale redazione avrà il compito di garantire un progetto editoriale coerente con il Piano e coordinare l’insieme degli strumenti di comunicazione. A questo scopo, si prevede la dismissione di tutti i punti e le funzioni comunicative attualmente attivi presso gli altri dipartimenti dell’Amministrazione. Allo stesso tempo, si procederà con la concentrazione delle risorse di bilancio collegate.

L’Agenda Digitale ha mostrato l’esistenza di un cosiddetto distretto social bolognese, pronto alla condivisione in nome del bene comune, all’interno del quale il Comune di Bologna ha assunto un ruolo centrale. Nel periodo tra il 20/05/2012 al 19/06/2012 è stata avviata una prima ricognizione dei media sociali aperti dall’Amministrazione Comunale.

Queste alcune evidenze:

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  • Il Comune di Bologna conta 22 presenze su facebook e 12 su twitter (compresi MAMbo e Cineteca), una situazione frammentata ed eterogenea ma con punte di eccellenza nazionale che possono divenire driver sociali.

  • Gli account principali (Salaborsa e Iperbole) dimostrano livelli davvero notevoli su tutti i parametri possibili. Altri, pur avendo un buon numero di fan/amici, rispondono saltuariamente ai post/commenti e non condividono contenuti esterni. Infine, alcuni account hanno pochissimi aggiornamenti (o solo durante l’evento da cui prendono il nome).

Analisi della community della pagina facebook Iperbole, per sesso e classe di età:

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Numero dei fan dei principali canali su facebook, compresi i canali del MAMbo e Cineteca

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Seguendo le indicazioni della ricerca effettuata Giovanni Arata, in merito alle presenza su Facebook e Twitter delle Pubbliche Ammnistrazioni, abbiamo misurato la frequenza di  aggiornamento dei canali del Comune di Bologna su Facebook, con queste categorie :

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  • Dormiente: l’account non ha fatto registrare update negli ultimi 30 giorni
  • Saltuaria: aggiornamento con cadenza inferiore ad 1 alla settimana
  • Un aggiornamento a settimana (circa)
  • Più aggiornamenti a settimana
  • Cadenza quotidiana

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Analisi dei principali canali twitter e numero tweet per il grado di viralità:

Numero di follower per canale su twitter:

Frequenza di aggiornamento dell’account seguendo le categorie individuate, considerando i valori:

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Per il 2012-2013 sono previste le seguenti azioni:

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  • la pubblicazione e condivisione di una social media policy interna
  • corsi di formazione sui media sociali effettuati dai community manager interni al Comune che di fatto hanno dimostrato livelli di eccellenza e che possono divenire driver
  • formalizzazione del processo di domanda ed apertura dei canali
  • linee guida con specifiche relative ad usi e grafiche
  • apertura nuovi canali tematici

Particolare attenzione continuerà ad essere data alla Strategia di comunicazione in occasione di Grandi Eventi ed Emergenze partendo dal fatto che nel periodo 2011 – 2012 la gestione delle informazioni in situazioni di crisi ha rappresentato un modello di resilienza per tempestività e qualità delle informazioni.

>> Progetto Web tv del Comune di Bologna

L’Agenda Digitale ha raccolto progettualità che vanno nella direzione di costituire un punto di aggragazione dei media iper-locali sul territorio comunale, con particolare riferimento a web tv e blogger. A questo proposito si immagina di aprire il cantiere progettuale della “Social web tv” del Comune di Bologna con un progetto editoriale basato sul racconto della città. A questo fine si propone un’aggregazione delle strutture operative già presenti nell’Amministrazione comunale, Network Flashgiovani e Codec.tv, con la nuova Redazione unica multicanale.

>> Riorganizzazione della comunicazione del sistema culturale

Tra le prime azioni urgenti da sviluppare risulta prioritaria la riorganizzazione della comunicazione del sistema culturale cittadino vista la centralità che rivestono le attività culturali in una narrazione attrattiva della città.

In particolare, all’interno del cantiere della nuova Rete Civica Iperbole deve essere sviluppato un nuovo sito web di Bologna dedicato alla cultura che porti avanti, attualizzandola, l’esperienza di Iperbole Arte e Cultura e che includa:

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  • un’agenda degli eventi basata su una piattaforma partecipata che dialoghi con tutte le agende istituzionali esistenti e che sia aperta alla implementazione dei contenuti da parte dei soggetti produttori.
  • un’area servizi online (nell’ambito del progetto di dematerializzazione)
  • un processo di riorganizzazione di tutti i siti istituzionali culturali per la condivisione delle piattaforme utilizzate (manutenzione e sviluppo) e dei relativi contenuti.

>> Contenuti generati dagli utenti

Un obiettivo di Iperbole 2020 è l’accelerazione dei processi di innovazione e la creazione di soluzioni e iniziative dedicate alla comunità locale. A questo scopo, la nuova Rete Civica si proporrà come una piattaforma di riferimento per imprese, terzo settore e cittadini interessati a sviluppare servizi e applicazioni a partire dalla disponibilità di dati aperti, ma non solo. Iperbole 2020 vuole essere un aggregatore di iniziative sociali, commerciali e partecipative ideate e prodotte direttamente dagli utenti, i veri protagonisti della Polis digitale che vogliamo. Questa visione comporterà nuove modalità di interazione fra i cittadini/utenti e l’amministrazione: non più semplici consumatori e fruitori ma anche attori protagonisti di nuovi servizi, fornitori di dati, inventori di nuove soluzioni. A questo scopo Iperbole 2020 diventerà uno spazio di pserimentazione di nuovi modelli di crowdsourcing e crowdfunding.

Da segnalare:

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  • Il Progetto TappER, incluso nel Piano Telematico dell’Emilia-Romagna, finalizzato al progetto e alla realizzazione di un ambiente/piattaforma software capace di “abilitare“ cittadini, imprese, associazioni, professionisti, informatici, sviluppatori alla creazione di app civiche di interesse pubblico, utilizzando tecnologie avanzate e “mobilitando” competenze e saperi diffusi nella comunità.
  • Il  progetto multipartner ICity – cofinanziato dalla Commissione Europea. L’obiettivo di iCity – in parte condiviso con il progetto regionale TappER – è quello di sviluppare servizi di interesse pubblico con il coinvolgimento attivo e creativo di cittadini, imprese, università, associazioni, secondo un approccio innovativo di crowdsourcing e di co-design nelle relazioni con la collettività. Tali servizi e applicazioni – una volta messi a punto e sviluppati dalla comunità locale attraverso le infrastrutture ICT, gli strumenti software e i dati “aperti” disponibili – saranno integrati a quelli forniti dall’Amministrazione, arricchendo l’ offerta, rendendola  plurale e sussidiaria, focalizzata sulle esigenze, digitali e non, degli utenti finali. iCity prevede, a questo scopo, la creazione di una piattaforma europea – aperta e integrata con le piattaforme locali dei diversi partner (Bologna, Genova, Londra, Barcellona, Berlino) per la co-progettazione e la gestione condivise dei servizi/applicativi sviluppati, e la realizzazione di uno spazio web dedicato nel quale definire e sperimentare, in modo partecipato, metodologie e processi produttivi in grado di assicurare qualità e rispondenza agli effettivi bisogni dei cittadini.

b) Progetto Dematerializzazione

Nel 2011, l’Amministrazione ha avviato un processo di dematerializzazione profondo, sviluppando una pianificazione di interventi e investimenti dedicati. Tale impostazione ha richiesto anche la promozione di una cambio culturale nella gestione delle attività amministrativa da parte del personale comunale e a questo scopo si è avviato un apposito programma formativo interno.

Tre i livelli d’intervento previsti:

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  • Interventi immediati: ogni tre mesi risultati di dematerializzazione concrete
  • Interventi intermedi: con rilasci ogni 18 mesi di sistemi tradizionali convertiti in dematerializzati.
  • Interventi a medio termine: risultati in 3-5 anni nella revisione e re-ingegnerizzazione di processi ad alta complessità.

Per facilitare la sostituzione e riduzione dell’uso cartaceo, il Comune ha avviato, all’interno del progetto generale di Dematerializzazione, il progetto BYOD (Bring Your Own Device) finalizzato all’utilizzo di dispositivi personali (non acquistati dalla amministrazione) quali tablet e smarphone di nuova generazione. Il dipendente porta il proprio dispositivo, l’amministrazione mette a disposizione servizi di gestione di posta, agende, collaborazione documentale e connettività WiFi, sale riunioni attrezzate in modo da consentire lo svolgimento di riunioni e generazione di documenti digitali da inserire poi nei processi strutturati.

c) Bologna Open Data

L’Agenda Digitale considera i dati un bene comune. Sulla base di questo principio, nel 2011 l’Amministrazione ha condotto un percorso interno dedicato a sensibilizzare il personale e a svolgere una ricognizione del patrimonio informativo dell’ente. Il percorso ha preso il via con un seminario nel  maggio 2011 che ha coinvolto 86 dipendenti con diversi livelli di responsabilità. A seguire si è formalizzato un gruppo di lavoro di dipendenti afferenti a 29 unità organizzative coordinato dal Settore tecnologie Informatiche e Città Digitale con il compito di effettuare un censimento del patrimonio applicativo in ottica open data. Oggetto d’indagine sono state le “applicazioni” utilizzate all’interno di ciascun Settore/Area del Comune. Con il termine “applicazione” si è inteso indicare sia i sistemi ufficiali dell’amministrazione, sia i sistemi di automazione individuale quando utilizzati in maniera strutturata per svolgere processi ripetitivi. L’indagine è iniziata a maggio 2011 e si è conclusa nel mese settembre 2011, la rielaborazione dei risultati è avvenuta tra settembre e dicembre 2011. Le applicazioni censite nell’ambito sono risultate complessivamente 107. Per ciascuna sono state raccolte informazioni quali la presenza di dati già pubblicati su Internet, i formati usati per la pubblicazione e l’utilità dei dati a diversi fini, sollecitando il punto di vista del titolare della banca dati. Sulle base di queste informazioni si è formulata una graduatoria denominata opendata index, in relazione al grado di maturità del dato. Il portale http://dati.comune.bologna.it/ è stato pubblicato nel mese di aprile 2012, con la pubblicazione automatica dei dataset. Da segnalare la successiva collaborazione spontanea da parte di alcuni cittadini sia nel miglioramento del portale sia nello sviluppo di applicazioni e infografiche dai dati rilasciati.

Le prossime fasi del progetto “Bologna Open Data”, prevedono:

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  • Un ruolo attivo dell’Amministrazione per il coinvolgimento di altri enti per la pubblicazione di dati, a partire dalle società partecipate.
  • La promozione di hackathon e contest dedicati all’invenzione di App e soluzioni innovative.
  • Lo sviluppo del portale Open Data e di un Blog dedicato alla Comunicazione del Bilancio Comunale, dotato di infografiche e di rappresentazioni “user friendly”.
  • La realizzazione di una “Anagrafe degli Eletti e delle Elette”, così come richiesto dal Consiglio Comunale.

d) Creative Common e PA

L’Agenda Digitale prevede la diffusione di modelli di licenze “libere” per tutti i contenuti digitali (immagini, foto, video, mappe, ecc) prodotti dalla PA. I modelli scelti sono i “creative commons” (http://creativecommons.org/) per i contenuti multimediali e le licenze “open data commons” (http://opendatacommons.org/) per i dati.

Nel Luglio 2012, la Giunta ha deciso di liberare le licenze per una lista importante di monumenti cittadini. Grazie a questa scelta, anche Bologna ha potuto partecipare al progetto Wiki Loves Monuments nel settembre 2012. Tra le istituzioni che sostengono il progetto vi sono il Consiglio d’Europa, la Commissione Europea, Europeana, Carare, Europa Nostra e Open Images. Grazie alle immagini prodotte saranno realizzate numerose esposizioni a livello internazionale.

Road map – Asse 2

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  • Apertura cantiere progetto Iperbole 2020
  • Creazione Redazione unica multicanale
  • Collaborazione con Università di Bologna per sviluppo Iperbole 2020
  • Integrazione tra Fascicolo del Cittadino e Sanitario in collaborazione con Cup2000
  • Formazione interna
  • Consolidamento processi in crowdsourcing e avvio sperimentazioni di crowfunding
  • Conclusione Progetto dematerializzazione
  • Nuova fase Open Data
  • Promozione progetti in creative commons / open data commons
  • Rilascio Fasciolo del cittadino
  • Bando Agenda Digitale dedicato a sostegno progetti e iniziative Asse 2
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