ExpoPixel – digital entertainment exhibition a Bologna dal 15 al 17 aprile Reviewed by Momizat on . Da lunedì 15 a mercoledì 17 aprile BolognaFiere ospiterà ExpoPixel, la nuova fiera tematica dedicata a tutti i professionisti, società e singoli che lavorano ne Da lunedì 15 a mercoledì 17 aprile BolognaFiere ospiterà ExpoPixel, la nuova fiera tematica dedicata a tutti i professionisti, società e singoli che lavorano ne Rating:
You Are Here: Home » Blog » ExpoPixel – digital entertainment exhibition a Bologna dal 15 al 17 aprile

ExpoPixel – digital entertainment exhibition a Bologna dal 15 al 17 aprile

ExpoPixel – digital entertainment exhibition a Bologna dal 15 al 17 aprile

Da lunedì 15 a mercoledì 17 aprile BolognaFiere ospiterà ExpoPixel, la nuova fiera tematica dedicata a tutti i professionisti, società e singoli che lavorano nel campo del digital content, produzione e post-produzione digitale e animazione. Una buona occasione per parlare di contenuti condivisi e “open” con Giulietta Fara, direttore artistico di Future Film Festival – il Festival internazionale di cinema animazione e nuove tecnologie all’interno del quale è nata l’idea e ha preso corpo il progetto ExpoPixel.

 

Dove e quando è nata l’idea di ExpoPixel? Quali sono stati i passaggi fondamentali che hanno portato alla sua realizzazione? Avete preso spunto da altre esperienze nazionali e/o internazionali?

L’idea di ExpoPixel è nata qualche anno fa, frequentando molto Festival e mercati all’estero. In Francia, ma anche negli Stati Uniti, ci sono Festival che hanno una parte fieristica interessante, e questa parte aiuta gli autori, le case di produzione e i distributori a costruire il loro lavoro. L’incontro di domanda e offerta, oltre ad uno spazio di visione di anteprime e opere inedite, è oggi imprescindibile anche per l’Italia. Pensando ad una situazione come quella del nostro paese, dove ci sono molte imprese medio-piccole, che fanno servizi e che producono, e pensando al web e alle nuove piattaforme open, è davvero importante intercettare soprattutto le esigenze di un mercato in espansione quale quello del mobile entertainment, delle applicazioni per tablet, così come delle produzioni audiovisive per tv, web, edutainment, cinema, videogames, coinvolgendo tutta la filiera produttiva: dalla progettazione al financing, dall’hardware al software e fino alla produzione e alla distribuzione di contenuti. Abbiamo proposto a BolognaFiere questa nuova iniziativa, e loro ci hanno aiutato a crearla. Le competenze della Fiera sono fondamentali per creare un evento come una exhibition, mentre il FFF ci ha messo il know how del settore.

Quali prospettive ha secondo voi il settore del digital entertainment a Bologna, anche in relazione a quanto previsto dall’Agenda Digitale bolognese per lo sviluppo degli open data?

Gli open data sono senz’altro una grande opportunità di sviluppo dei progetti di digital entertainment, anche per una città come Bologna, che appartiene all’Europa e ha come caratteristica la presenza di molte “micro-imprese” e professionisti, creativi, che quindi hanno bisogno di strumenti agili e poco onerosi per mettere in piedi i propri progetti. Condivisione è la parola del futuro (e del presente) come dimostrano sia i trend di sviluppo delle startup negli Stati Uniti sia le parole di un guru come Chris Anderson, ex direttore di Wired USA che parla di nuova rivoluzione industriale. L’Agenda Digitale di Bologna sta interpretando in modo corretto e pronto queste istanze, e credo sia importante continuare su questa strada. Importante però interpretare gli open data non come “regali” che un singolo fa ad una community, ma come un vero e proprio scambio: mettere in rete vuol dire ricevere nuovo know how dalla community, miglioramenti per una applicazione che potrà servire per far funzionare una o più soluzioni finali create da diverse società. Questa sfumatura è importante anche quando si parla di condivisione di prodotti/idee sul web: bisogna parlare di come migliorare il “word of mouth”, invece che preoccuparsi di come proteggersi dalla rete.

 

Se dipendesse da voi, quali dati in particolare “liberereste” per renderli aperti e disponibili a tutti i cittadini?

Non è esattamente il nostro campo,ma rendere liberi dei dati per i cittadini potrebbe essere importante in campo urbanistico, economico, sociale, di bilancio, ma anche in prospettiva. Far partecipare i cittadini in modo nuovo alla costruzione di una città migliore è fondamentale, e per fare questo credo ci vogliano strumenti di condivisione di idee, su tutti i fronti. Rendere open delle App che informano i cittadini vuol dire che molti cittadini possono mettere mano a queste App e migliorarne il contenuto, in modalità wikipedia. Ecco, questo credo sarebbe molto utile. Utilizzare una sorta di wiki-Bologna in cui ogni soggetto organizzatore possa inserire dati, aggiornare, modificare, migliorare.

a cura di Daniele T., staff Iperbole

Leave a Comment

Scroll to top