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Graduatoria Bando Agenda Digitale

Graduatoria Bando Agenda Digitale

Dopo un processo partecipato on e off line il Comune di Bologna ha approvato la sua prima Agenda Digitale locale, definendo priorità di investimento e di azione, linee di collaborazione con imprese e altri entri, spazi di cogestione e coprogettazione con i cittadini.

Successivamente è stato lanciato un avviso pubblico  da 100.000 euro per progetti di sviluppo dei contenuti dell’Agenda, rivolto a associazioni, ONLUS (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale), Università, Istituti scolastici di primo e secondo grado, liberi professionisti, micro imprese e piccole imprese con non più di tre anni di vita.

La commissione tecnica ha ora approvato la graduatoria finale (.pdf)
Ne parliamo con Matteo Lepore, Coordinatore della Giunta del Comune di Bologna e Assessore all’Agenda Digitale.

113  sono i progetti ricevuti: quale orizzonte, quale idea generale emerge da questa grande partecipazione del territorio?

Il percorso dell’Agenda Digitale bolognese ha per la prima volta acceso i fari su un mondo che cresce nel nostro territorio a ritmi importanti. Realtà profit e no profit, singole professionalità o reti di partner, scuole e università. Con il bando abbiamo fotografato un movimento che chiede alla pubblica amministrazione di essere un partner e un interlocutore affidabile. Il Comune ha scelto di porsi degli obiettivi sfidanti. Questo significa andare oltre le nostre capacità ordinarie, scardinare le modalità con cui la PA si muove solitamente. In parte ci stiamo riuscendo ma ancora molto rimane da fare soprattutto a livello di velocità di interazione con chi presenta progetti.

Quali sono i progetti esclusi e quali avranno diritto a un contributo?

Nessuno escluso, i 113 progetti rappresentano un capitale civico su cui scommettere in una nuova modalità. I primi 30 in graduatoria saranno contattati direttamente per valutare l’erogazione di un contributo e nel caso rimanessero risorse si passerà ai successivi. In ogni caso, tutti i proponenti potranno essere coinvolti nel living lab che intendiamo inaugurare per riprogettare la Rete Civica Iperbole. Un percorso di evidenza pubblica era necessario per assegnare risorse comunali, ma sapevamo che sarebbe stato limitante in questi ultimi casi soprattutto in una logica di collaborazione tra pubblico e privato, nello spirito che l’Agenda Digitale vuole innescare. Ecco perché abbiamo previsto la fase che ora si apre. Contatteremo i proponenti a partire dai progetti che hanno raggiunto un punteggio maggiore per avviare, caso per caso, ipotesi di sviluppo. Non sempre, infatti, il contributo economico è un fattore determinante nelle aspettative o nelle reali necessità dei piani progetto.

Scorrendo i progetti emerge particolare attenzione ai temi della formazione, della scuola e del territorio: quali criteri principali sono stati adottati per segnalare i più meritevoli?

La commissione tecnica ha valutato i progetti secondo un indice di priorità che ci eravamo dati. In primo luogo, la coerenza con la strategia digitale. Inoltre, i progetti dovevano essere credibili in relazione al loro grado di fattibilità e sostenibilità. Punteggi ulteriori potevano essere assegnati a chi si fosse rivolto all’area metropolitana, avesse utilizzato open data liberati dal Comune o avesse obiettivi di inclusione digitale. Per una prima edizione 113 progetti sono tanti e non è stato facile giudicarli in particolare rispetto alla reale fattibilità. In generale, i progetti a sfondo sociale o formativo hanno dimostrato una maggiore solidità di progettazione. Questo non significa che le idee imprenditoriali o di innovazione tecnologica presentate siano di bassa qualità, ma che probabilmente necessitano di un colloquio diretto per definire meglio le sinergie con l’Amministrazione.

Dopo il percorso partecipato on e off line lanciato a novembre 2001, quali sono i prossimi passi dell’agenda digitale?

Il Living Lab per la nuova Rete Civica Iperbole. Stiamo pensando ad uno spazio in città dove aprire, per un anno, un laboratorio di coprogettazione di Comune, Università e società civile dedicato a ripensare la rete civica Iperbole a partire dalle idee emerse dal percorso di Agenda Digitale e da questo bando. E’ un esperimento innovativo per la nostra città. L’idea è di avere uno spazio aperto durante il giorno e la sera dove la comunità digitale possa ritrovarsi per organizzare eventi o hackaton e dove svolgere riunioni. Stiamo valutando anche di allestire alcune postazioni di coworking all’interno. Il termine di un anno non significa che la nuova Rete Civica prenderà vita solo alla fine.  Contiamo di iniziare a trasformarla work in progress come in parte stiamo già facendo. Alcuni dei progetti selezionati nel bando offrono spunti davvero interessanti da questo punto di vista.

A cura di Michele D’A. e Luca Z., staff Iperbole

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