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La cittadinanza nel tempo del web 2.0: il primo rapporto

Come si informano i cittadini bolognesi attivi su Twitter? Come partecipano alla vita pubblica locale nel tempo del web 2.0 e dei social media? Pubblichiamo oggi il primo rapporto di elaborazione dei dati ottenuti:  partendo da una popolazione di riferimento di oltre 111.000 utenti che seguono account Twitter legati alla vita pubblica bolognese, sono state invitate 57.000 persone a compilare un questionario sul web. Hanno partecipato 6.892 utenti, di cui 3.126 residenti in Emilia – Romagna.

Un primo dato rilevante che emerge dallo studio riguarda il fatto che a interessarsi alla vita pubblica cittadina (politica, informazione, cultura, spettacolo, associazionismo) su Twitter non sono solo i residenti in provincia di Bologna (31% degli intervistati): la metà (50,2%) di coloro che s’interessano alla città attraverso Twitter sono residenti in altre regioni e il 4,5% è residente all’estero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 La maggior parte di chi ha risposto al questionario considera poi i social media importanti per discutere di questioni di interesse pubblico riguardanti la propria città (82,3%), per conoscere occasioni di coinvolgimento pubblico locale (94,8%) e per coinvolgere altre persone in attività di interesse pubblico relative al contesto cittadino in cui vive (89%).  Le piattaforme di social networking rappresentano nuovi spazi in cui trovare informazioni utili, costituiscono nuove opportunità di discussione (il 72,9% commenta opinioni di altri) e di partecipazione civica (il 42,3% crea contenuti).  Partecipazione che non rimane tuttavia relegata alla rete, ma sfocia anche in esperienze di coinvolgimento off line. Ciò che succede in rete, dunque, non rimane in rete: la discussione e la partecipazione online e offline coesistono e si rafforzano tra loro.

Il rapporto completo è disponibile qui > Rapporto_1_Ricerca_Agenda_Digitale

La ricerca, intitolata “Informare, comunicare, partecipare: La cittadinanza nel tempo del web 2.0”, è stata realizzata da un gruppo di studenti del corso di laurea magistrale in Mass Media e Politica dell’Università di Bologna, con il coordinamento scientifico di Cristian Vaccari e Augusto Valeriani.

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